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Bulgaria: una nuova analisi stima i lavoratori di paesi terzi sotto il 2% dell’occupazione, mentre il fabbisogno di personale resta alto
Un’analisi dell’Istituto di economia di mercato (IME), diffusa il 29 ottobre 2026, indica che a fine 2025 circa 29 000 cittadini di paesi terzi avevano in Bulgaria un permesso di soggiorno per lavoro e non rileva segnali chiari di sostituzione dei lavoratori locali. Nessuna norma è cambiata; i principali obblighi di assunzione sono riassunti in base alle indicazioni ufficiali dell’Agenzia per l’impiego.

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Che cosa riporta l’analisi
L’agenzia di stampa Focus ha riferito il 29 ottobre 2026 di una nuova analisi dell’Istituto di economia di mercato (IME), un think tank indipendente con sede a Sofia. Citando dati Eurostat, afferma che a fine 2025 circa 29 000 cittadini di paesi terzi avevano un permesso di soggiorno per lavoro in Bulgaria, quasi cinque volte più che nel 2020. L’analisi osserva che i dati dell’Agenzia per l’impiego sono più alti (circa 49 000 autorizzazioni complessive nell’anno, di cui oltre 18 000 per lavoro stagionale), ma anche in questo caso i lavoratori stranieri sono meno del 2% dei 2,9 milioni di occupati in Bulgaria.
Le assunzioni stagionali si concentrano sulla costa
Secondo il rapporto, nel 2025 sono state registrate 18 658 autorizzazioni per lavoro stagionale fino a 90 giorni per cittadini di paesi terzi. La regione di Burgas è al primo posto (8 066), seguita da Varna (3 022); le posizioni più frequenti riguardano alberghi e ristoranti. L’analisi afferma che i dati regionali non mostrano una chiara sostituzione dei lavoratori bulgari né una pressione al ribasso sui salari.
La domanda di manodopera resta elevata
Il rapporto indica che l’indagine 2025 dell’Agenzia per l’impiego prevedeva 231 000 assunzioni potenziali nei 12 mesi successivi, circa il 12% in meno rispetto all’anno precedente ma ancora ben al di sopra dell’offerta di lavoro disponibile. Cita inoltre le proiezioni dell’Istituto nazionale di statistica secondo cui la popolazione in età lavorativa potrebbe scendere da circa 3,9 milioni di oggi a 3,1 milioni nel 2050. Per i datori di lavoro ciò suggerisce che il reclutamento da paesi terzi resterà probabilmente un’opzione accanto alla formazione e all’attivazione dei lavoratori locali.
Punti pratici dalle indicazioni ufficiali
Le FAQ ufficiali dell’Agenzia per l’impiego sull’impiego di stranieri precisano che il contratto di lavoro concluso con un lavoratore di un paese terzo entra in vigore dalla data di rilascio del suo documento di soggiorno e che il contratto deve contenere una clausola esplicita in tal senso. Indicano inoltre che i documenti relativi a istruzione, qualifiche ed esperienza rilasciati all’estero devono essere legalizzati secondo la procedura prevista e accompagnati da una traduzione certificata in bulgaro. Si tratta di regole esistenti, non nuove.
Che cosa resta poco chiaro
I dati di questo articolo provengono dall’analisi di un think tank come riportata da un’agenzia di stampa; non abbiamo verificato i dati di base di Eurostat, dell’Agenzia per l’impiego o della Direzione Migrazione. Le fonti contano in modo diverso (permessi validi a fine anno rispetto ad autorizzazioni rilasciate nell’anno), quindi i numeri non sono direttamente confrontabili. L’analisi non modifica alcuna legge, tariffa o procedura. Ogni assunzione, percorso di autorizzazione e contratto va verificato individualmente rispetto ai requisiti ufficiali vigenti.
Come funziona WorkMarket.eu
I lavoratori non pagano alcuna commissione di reclutamento tramite WorkMarket.eu. Ogni trasferimento transfrontaliero o inizio legale di un lavoro richiede una verifica individuale da parte di una persona; nessun lavoratore ha automaticamente diritto a un lavoro o a un permesso in Bulgaria.
