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Italia: il tasso di occupazione degli stranieri laureati scende al 68.4%, si allarga il divario con gli italiani
I nuovi dati ISTAT sul 2025, pubblicati il 3 novembre 2026, mostrano che il tasso di occupazione degli stranieri laureati in Italia è sceso al 68.4%, mentre quello dei laureati italiani è salito all'86.3%. Cosa significa per chi lavora dall'estero con una laurea.

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Cosa ha rilevato l'ISTAT
L'ISTAT ha pubblicato il 3 novembre 2026 il report "Livelli di istruzione e ritorni occupazionali – Anno 2025", basato sulla rilevazione sulle forze di lavoro del 2025. Nel 2025 l'occupazione è cresciuta sia per gli italiani sia per gli stranieri a ogni livello di istruzione, con un'unica eccezione: gli stranieri laureati. Il loro tasso di occupazione è sceso al 68.4% (−0.6 punti), mentre per i laureati italiani è salito all'86.3% (+0.6 punti).
Un divario che cresce con il titolo di studio
Il divario occupazionale tra italiani e stranieri è massimo tra i laureati: 17.9 punti, 1.2 punti in più rispetto al 2024. È molto più contenuto tra i diplomati e si inverte a favore degli stranieri tra chi ha bassi titoli di studio. Gli stranieri laureati hanno persino un tasso di occupazione inferiore a quello degli stranieri diplomati (68.4% contro 70.7%).
Giovani: NEET e abbandono scolastico
Secondo il Portale Integrazione Migranti, il 23.8% dei giovani stranieri tra 15 e 29 anni in Italia è NEET (non occupato né in istruzione o formazione), quasi il doppio rispetto ai coetanei italiani (12.2%). Tra gli stranieri di 18–24 anni, il 26.2% ha abbandonato precocemente istruzione e formazione, contro il 6.7% degli italiani.
Cosa significa per chi cerca lavoro dall'estero
Si tratta di medie, non di previsioni sul singolo. Suggeriscono però che la sola laurea non garantisce in Italia un lavoro adeguato al proprio livello. Prima di trasferirti verifica se il tuo titolo richiede un riconoscimento formale per il lavoro che cerchi, quale livello di italiano è richiesto nel settore e di avere un'offerta di lavoro scritta. Tramite WorkMarket.eu i lavoratori non pagano alcuna commissione di reclutamento. Ogni trasferimento transfrontaliero o avvio regolare del lavoro richiede una verifica individuale da parte di una persona; nulla in questo articolo significa che tu abbia automaticamente diritto a un lavoro, un visto o un permesso.
Cosa resta da chiarire
Il comunicato ISTAT non spiega perché il tasso di occupazione degli stranieri laureati sia calato. Possibili fattori come la lingua, il riconoscimento dei titoli o i settori in cui lavorano gli stranieri non sono quantificati nella sintesi esaminata. I dati sono medie annuali del 2025 e potrebbero non riflettere la situazione del 2026.
